l'organo "Tezani/Bossi" (1533/1853) della chiesa dei SS. Giacomo e Agostino in Cremona

Chiesa parrocchiale di S. Agostino
in Cremona

organo di
Francesco Bossi (1853)
contenente un nucleo di
Nicolò Tezani
(1533)









disposizione fonica

Principale 16 [ovvero 32] bassi
Principale 16 soprani
Principale 8 bassi
Principale 8 soprani
Principale secondo
Ottava bassi
Ottava soprani
Ottava (seconda)
Duodecima
Decimaquinta
Decimanona
Vigesimaseconda
Vigesimasesta e -nona
Trigesimaterza e -sesta
Due di ripieno
Due di ripieno
Ottavino soprani
Violino di Concerto
(scollegato)
Contrabbassi ed ottave
Contrabbassi secondi
Duodecima di Contrabbassi

 

Dulciana 8 bassi
Dulciana 8 soprani
Trombe 8 bassi
Trombe 8 soprani
Clarone bassi
(scollegato)
Clarino 8 soprani
Clarino 8 bassi
Violino soprani
Tremolo
Viola bassi
Viola soprani
Corno 16 soprani
Flutta soprani (8’)
Flauto 4’ soprani
Unda Maris
Dolce
(scollegato)

Tromboni 8’
Bombarde 16’
Timballi in tutti i toni
Timballone al pedale
Terza Mano

Tastiera di 69 tasti con contro-ottava corta (cromatici in ebano e diatonici in avorio), divisa in bassi/soprani tra si3 e do4
Pedaliera diritta (non originale) di 17 tasti (il 18° comanda il Rollante).

Accessori:
pedaletti ad incastro sopra la pedaliera: 
unione tasto-pedale; espressione uccelliera; Uccelli; Gran Tuono; Coro viole; Triangolo; Terza Mano.

Attualmente lo strumento versa in precarie condizioni e attende un auspicabile restauro storico-conservativo.

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BREVI NOTIZIE STORICHE SULL’ORGANO DI S. AGOSTINO

Si hanno notizie dell'organo della chiesa di S. Agostino in Cremona a partire dall'anno 1533, quando l'organaro cremonese Nicolò Tezani (o Tezano) edificò uno strumento di notevoli dimensioni, del quale permane un certo numero di canne interne e, soprattutto, l'attuale cassa a tre campate. Quest'ultima riveste particolare importanza in quanto, col suo prospetto diviso in tre campate a mo' di finestra serliana, fu il prototipo del modo di costruire facciate d'organi nell'Italia centrale, a motivo del fatto che il Tezani intorno alla metà del Cinquecento ebbe modo di costruire l'organo della chiesa di S. Spirito in Sassia a Roma. Tornando allo strumento cremonese di Tezani, nel 1566 si registra un intervento di restauro da parte di Giovanni Francesco Maineri (autore dell'organo della chiesa di S. Sigismondo in Cremona nel 1567). Da notare che nel trattato L'Arte Organica di Costanzo Antegnati, pubblicato nel 1608, figura il nome della chiesa di S. Agostino nell'elenco degli organi fabbricati dalla celebre famiglia di organari bresciani: purtroppo attualmente non si conosce l'anno esatto di costruzione nonché la disposizione fonica. Si arriva al secolo XIX con l'intervento di restauro ed ampliamento operato dal bergamasco Francesco Bossi: ne scaturì il grande strumento che tutt'oggi è conservato, inaugurato il 16 giugno del 1853 da don Cesare Paloschi e da Vincenzo Petrali, allora giovanissimo ma all'epoca già organista titolare della Cattedrale di Cremona. Si può affermare senza dubbio che l'organo della chiesa di S. Agostino in Cremona rimane oggi uno dei più prestigiosi della città (assieme al "Lingiardi" di S. Pietro al Po e al "Maineri/Acerbis" di S. Sigismondo) e, date le sue precarie condizioni di salute, sicuramente degno di un adeguato intervento restauro conservativo.




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